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Alcuni personaggi illustri che ci hanno fatto visita
Architetto Tadao Ando e Hiroshi Okuda, presidente Toyota e Confindustria giapponese
In coincidenza con la stagione primaverile l’azienda agricola “Antonio Facchin e Figli” ha ricevuto la visita di Hiroshi Okuda, presidente di Toyota e della confindustria giapponese e di Tadao Ando, uno dei personaggi più importanti a livello mondiale per l’architettura.
La visita, promossa da “Slow-food”, aveva l’obiettivo di far conoscere al pubblico giapponese, oltre al tipico “asparago bianco”, un significativo esempio di operosità familiare, in ambito agricolo, con il coinvolgimento di più generazioni.
La delegazione ha visitato fugacemente, a causa del maltempo, i vigneti ammirando la cura e le antiche metodiche colturali adattate alla tecnologia moderna. In azienda si sono soffermati nella cantina dove incontrando i vignaioli dell’intero “borgo Facchin” hanno degustato alcuni vini.
L’agriturismo, coreografia al set delle riprese televisive, ha posto in risalto i piatti tipici e i prodotti caratteristici dell’azienda; in particolare sono stati apprezzati gli asparagi con uova, i fagottini alle erbe di campo con ripieno di crema di asparago bianco, gli involtini di asparago gratinati al forno, il petto d’anatra agli odori macerata in raboso DOC delle grave piave e, tra i vini, il Cabernet DOC barricato.


I due illustri protagonisti si sono intrattenuti a lungo analizzando la realtà giapponese in riferimento a quella italiana e dai brevi scampoli di discussione che venivano tradotti, si è chiaramente percepito l’apprezzamento per una realtà produttiva in cui sono presenti come attori sia i genitori che i figli, lasciando anche trasparire dei tratti di bonaria invidia.
È singolare che debba arrivare dall’estremo oriente il segnale che un azienda familiare sia un punto di forza e non un retaggio della storia.

Di Tadao Ando ricordiamo una massima L'architettura è sostanzialmente l’espressione del modo in cui si danno risposte alle domande della terra, (…) la logica dell’architettura deve adattarsi a quella della natura


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